Vediamo cosa consiste la rinegoziazione del mutuo ipotecario. Nell’articolo sono descritte tutte le caratteristiche fondamentali sull’argomento che è molto importante per il mutuatario.
La rinegoziazione del mutuo è un termine creditizio che indica il cambiamento di alcuni termini e condizioni di un contratto di finanziamento ipotecario tra la banca ed il mutuatario, il cliente.
Le motivazioni per le quali un cittadino decide di fare una richiesta di rinegoziazione sono solitamente di carattere economico, ma può succedere anche che sia la banca a proporla in seguito ad una richiesta di surroga o sostituzione del mutuo. Infatti, l’obiettivo per chiunque abbia sottoscritto un prestito è di cercare la migliore pianificazione per la restituzione della somma secondo le proprie necessità e cercando nei modi consentiti di ridurre l’ impatto della rata sulle proprie finanze.
Con la rinegoziazione si possono modificare: la durata , il tasso d’interesse ed eventuali intestatari del mutuo. Si possono anche modificare alcuni costi secondari, tipo: spese d’istruttoria, spese di incasso rata, modalità di pagamento ed altri oneri presenti nel contratto.
Come accennato sopra ci sono diversi elementi che possono essere modificati in modo tale da migliorare le condizioni del proprio mutuo. Vediamo più in dettaglio i principali
Si può sia allungare che accorciare. Se ad esempio si passa da un mutuo della durata di 20 anni ad uno della durata superiore di 30 anni, si aumenterà il denaro corrisposto per i soli interessi da versare alla banca, ma lo scopo di tale cambiamento è ovviamente la diminuzione del valore della singola rata mensile.
Si può variare la tipologia del tasso d’interesse. Ad esempio posso sostituire il tasso da un mutuo casa a tasso variabile ad uno a tasso fisso e viceversa per difendersi da un aumento dell’Euribor o per evitare pericolose fluttuazioni del mercato, altre tipologie di mutuo su cui si può optare sono a tasso bce, con cap o a rata costante.
Si può cambiare anche il parametro di indicizzazione del mutuo, ad esempio passare da un Euribor a 6 Mesi ad un Euribor a 1 Mese, oppure richiedere all’istituto di credito di diminuire lo spread.
La richiesta di rinegoziazione del mutuo deve essere spedita alla banca mediante lettera raccomandata a/r contenente la domanda in forma scritta firmata dal mutuatario. L’agenzia bancaria è obbligata per legge a rispondere, anch’essa nello stesso modo, alla richiesta del cliente. Quindi, per rinegoziare il mutuo è sufficiente un accordo scritto tra banca e mutuatario e non vi è l’ obbligo di autenticazione da parte del notaio, per cui basta una semplice scrittura privata tra le due parti.
La rinegoziazione gratuita e senza oneri è prevista dal Decreto Bersani dal 2007 e può essere richiesta più volte durante la durata di un mutuo prima casa.
maggio 20th, 2011 alle 17:47
[...] del mutuo dovuto all’innalzamento dei tassi, il governo ha introdotto alcune nuove regole per rinegoziare il mutuo a tasso variabile e convertirlo in tasso fisso per la durata residua del [...]
luglio 5th, 2011 alle 08:53
[...] tasso variabile, riferito all’euribor, è quasi scontato, ma non bisogna allarmarsi. Prima di rinegoziare il mutuo o surrogare si deve aspettare ancora un po’ di tempo, e tra l’altro sono solo [...]