Il mutuo a tasso fisso e quello a tasso variabile sono sicuramente le due tipologie di mutuo più utilizzate nel nostro Paese, infatti le altre tipologie come il valore a rata costante e quello a paramentro BCE risultano essere secondarie.
Fare una surrogazione del mutuo da un tasso fisso a uno variabile consiste principalmente nel passare da un valore del tasso Eurirs ad uno Euribor. Infatti surrogare il mutuo da un tasso fisso ad uno variabile comporta generalmente un risparmio nel pagamento del tasso d’interesse del finanziamento ipotecario. I dati storici dal 1990 ad oggi evidenziano che i mutui più convenienti sono quelli a tasso Euribor, cioè a tasso variabile.
Oltre a questo risparmio si può avere il vantaggio di un tasso inferiore e se i valori dell’Euribor tendono a crescere si può optare in futuro di procedere nuovamente ad un’altra surrogazione.
Ovviamente, come succede spesso, c’è anche l’altra faccia della medaglia da cosiderare. Gli svantaggi derivanti dal cambio del tasso da fisso a variabile, sono essenzialmente la non sicurezza per il mutuatario del pagamento della rata alla banca. Infatti può succedere che la variabilità della rata mensile del prestito ipotecario della prima casa, può destabilizzare l’economia di una famiglia. La rata di un mutuo a tasso variabile cambiando in base ai valori del mercato, potrebbe non permettere al dipendente con reddito fisso di pagare a fine mese all’istituto di credito, una rata con un rincaro pesante dovuta ad un innalzamento dei tassi.