Quando si presentano dei rialzi dei tassi d’interessi e quindi di aumento della rata del mutuo a tasso varaibile, molti decidono di passare ad un mutuo a tasso fisso. Questo passaggio richiede la surroga gratuita e garantita dal Decreto Bersani nel febbraio 2007 ed è attuato da tantissimi italiani che cambiano per non avere più il pensiero delle variazioni dei tassi d’interessi. Questa operazione è fattibile anche grazie ad una rinegoziazione in accordo con il proprio istituto di credito, che sarà incentivato ad accettare proprio dal fatto di non perdere il cliente che può optare per la surroga.
Per la precisione, passare da un mutuo a tasso variabile ad un mutuo a tasso fisso consiste nel trasferire il tasso d’interesse del proprio prestito ipotecario dall’ Euribor all’ Eurirs.
Le due tipologie dei tassi d’interessi che si applicano al finanziamento ipotecario, si differenziano principalmente per la stabilità del fisso, quindi una rata uguale per tutta la durata del mutuo, mentre il variabile richiede la capacità di sopperire ai cambiamenti dovute alle fluttuazioni dei mercati, quindi una rata vantaggiosa nei periodi di calo dei tassi e al contrario una rata onerosa quando si hanno dei sensibili rialzi. Il consiglio per un lavoratore dipendente con reddito fisso è proprio quello di indicizzare il proprio mutuo ad un tasso fisso, anche se generalmente è leggermente più caro. Oppure si può sempre tenere bene presente della possibilità che la surrogazione dà, grazie alla su gratuità, di poter scegliere il tasso variabile seguendo l’andamento dei tassi e sfruttandone la convenienza finchè si mantengono sotto una certa soglia per poi cambiare nel tasso fisso quando viene a presentarsi un innalzamento sensibile dell’Euribor.